"La ricerca sulle cellule staminali dovrebbe aprire la strada alla scoperta di nuovi agenti terapeutici in grado di curare, e di prevenire, alcune delle malattie umane più debilitanti. Dobbiamo decidere tutti insieme se queste indagini sono giustificate in quanto, perlomeno al momento, sono necessarie cellule dell'embrione a uno stadio di sviluppo molto precoce. Dovremmo rinunciare a un'opportunità unica, che potrebbe rivoluzionare la cura di molte malattie, fra cui anche il cancro, oppure dovremmo adottare un approccio basato sulla sensibilità, definito da norme etiche adeguate e disciplinato da normative chiare, in modo da avanzare la strada intrapresa? Gli scienziati non sono in grado di fornire tutte le risposte, ma senza ulteriori ricerche non sapremo mai se è possibile arrivare a progressi medici tali da rendere possibile la produzione di cellule staminali direttamente da cellule adulte, prescindendo quindi dall'utilizzo di embrioni".
Azim Surani (Cambridge, Regno Unito)

"Una volta, quando mi occupavo di rane transgeniche, ho parlato del mio lavoro con la parrucchiera. Dopo avere appreso che cosa facevo, ha esclamato: "Che vergogna! Non si dovrebbero fare cose simili. Dio ha creato le rane così come sono e Lei non dovrebbe tentare di cambiarle". D'altra parte molte persone ritengono che la clonazione umana e la ricerca sulle cellule staminali possano fare miracoli. Il fatto che le cellule staminali abbiano grandi potenzialità terapeutiche è innegabile. Dobbiamo tuttavia percorrere ancora parecchia strada per comprendere appieno come funziona il genoma".
Irina Stancheva (Edinburgo, Regno Unito)

L'annosa diatriba fra natura ed educazione fa sorgere una domanda: fino a che punto l'impronta genetica, piuttosto che i segnali ambientali, influiscono sullo sviluppo e la personalità degli individui? Grazie all' epigenetica, ora sappiamo che esistono meccanismi che vanno oltre il determinismo genetico (assenza di un "progetto intelligente") e questo ci offre la libertà di vivere come veri individui. L'esempio migliore è costituito da gemelli geneticamente identici che possono sviluppare profili patologici e prospettive di vita diverse. Pertanto l'essere umano è "molto più della somma dei suoi geni" e probabilmente la ricerca epigenetica avrà un impatto significativo sui valori etici e culturali della nostra società "postgenomica"."
Thomas Jenuwein (Vienna, Austria)

"Non si può mai sapere dove ci condurrà la ricerca di base. Einstein aveva previsto la possibilità di costruire la bomba atomica. La prospettiva non lo allettava, ma aveva previsto che sarebbe stato possibile e, una volta acquisita la conoscenza, non ha potuto fermarne il processo. Direi che, come scienziati, è nostro dovere informare le persone su cosa è possibile e cosa non lo è. Non credo però che la decisione finale sull'utilizzo delle scoperte spetti a noi: ritengo sia la società a doversene occupare. Il problema è che la politica e l'opinione pubblica sono indietro di circa 5 anni su questi temi. Formalmente occorre un permesso per ogni frammento di DNA estraneo che impiantiamo in un qualsiasi organismo, che si tratti di un batterio o dei moscerini della frutta"
Bas Van Steensel (Amsterdam, Paesi Bassi)