Sito Web pubblico. Epigenome Network of Excellence: una rete di ricerca europea che si dedica al supporto di iniziative scientifiche di alto livello nel campo in rapida espansione dell'epigenetica
Tessuto prostatico canceroso (con basso punteggio di Gleason) marcato con un anticorpo per un aminoacido metilato nell'istone H4.
Foto di David Seligson, gentilmente fornita da Siavash Kurdistani, UCLA Department of Biological Chemistry, LA, USA
In breve
Cancro
Il cancro può colpire chiunque: giovane o vecchio, ricco o povero. Nel 2000, oltre un decimo delle morti in tutto il mondo sono state causate da tumori maligni. Anche se il cancro non ci colpisce personalmente, tutti conosciamo qualcuno che l'ha avuto o che l'avrà. Un paio di anni fa l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che, entro il 2020, i tassi di incidenza del cancro raddoppieranno e la malattia colpirà 15 milioni di persone in tutto il mondo
E la cura?
La ricerca della "cura" è complicata dal fatto che il cancro non è una sola malattia, in quanto il termine comprende in effetti un'ampia gamma di disordini, tant'è che se ne contano oltre un centinaio di tipi diversi, fra i quali il più diffuso è il cancro al polmone. Anche restringendo il campo a un tipo di cancro specifico, la varietà di cause e patologie è sconfinata. Va da sé che siamo ben lontani dall'individuare una cura globale per il cancro.
Per fortuna oggi siamo meglio informati sui tipi di cancro e sulle sue possibili cause. Molti di noi, come conseguenza, hanno già modificato il proprio stile di vita, perché cominciamo a renderci conto che la soluzione non consiste nella ricerca di una cura. I servizi sanitari svolgono programmi di screening per il cancro mammario, cervicale e intestinale. Di conseguenza oggi i pazienti vengono individuati ad uno stadio precoce della malattia e le probabilità che rispondano bene alle terapie sono di gran lunga migliori.
Le terapie disponibili sono certamente suscettibili di miglioramento. Prendiamo ad esempio il cancro alla prostata. Vi è un'ampia variabilità fra coloro che ne sono affetti e ad oggi non esistono mezzi rapidi e affidabili per valutare il tipo di trattamento a cui sottoporre un paziente. Anche se una persona è affetta da un cancro con un basso punteggio (secondo la classificazione di Gleason) potrebbe comunque sviluppare in seguito un tumore aggressivo. I medici devono dunque affidarsi al punteggio di Gleason per stabilire l'intensità e la durata della chemioterapia? Possibilmente no, ma attualmente le possibilità sono limitate. Per fortuna l'epigenetica ha di recente fatto scoperte illuminanti per quanto riguarda la diagnostica del cancro. Gli enzimi che modificano gli istoni si comportano diversamente man mano che i tumori della prostata progrediscono. Gli scienziati possono farsene una buona idea vedendo come sono state identificate le code istoniche nei tumori di diversi pazienti. In apparenza, gli schemi delle modificazioni globali degli istoni possono fornire un'indicazione del decorso futuro della malattia. La creazione di profili epigenetici dei tipi di cancro, unita alla conoscenza delle mutazioni a rischio, dovrebbe preparare la strada per la personalizzazione della terapia del cancro.